Dal discorso di Dieter Topp, KulturForum Europa e.V., alla cerimonia di premiazione di Mirella Barracco, 5.10.2000 (sintesi)

Zusammenfassung und Ãœbersetzung:
Franco Filice, Goethe-Institut Neapel

Napoli, una metropoli europea pervasa da mille contraddizioni, che ricorda per certi versi gli scenari terrificanti del film di Fritz Lang „Metropolis"; una città in cui Goethe ravvisava il superlativo degli estremi, per anni in balìa di una onnipresente corruzione politica, paralizzata da un apparato burocratico inefficiente, sullo sfondo di una criminalità sempre più aggressiva.

Alcuni mesi fa, nella città di Münster, è stato assegnato il premio „Kulturpreis Europa 2000" all'ex sindaco di Napoli A. Bassolino per essersi coraggiosamente prodigato nel risanamento soprattutto morale della città, puntando inoltre - non potendo disporre di fondi ingenti - sul recupero del tessuto urbano e sulla cultura che costituisce un'immensa risorsa di questa città. Oggi siamo qui per tributare un dovuto riconoscimento europeo a tutti gli altri soggetti che hanno attivamente sostenuto l'impegno di far rinascere Napoli, associazioni, cittadini e cittadine. In questo contesto un particolare merito va riconosciuto alla Fondazione Napoli 99, presieduta da Mirella Baracco.

Sono dovute a lei importanti iniziative (nella totale, o quasi, assenza di mezzi finanziari) quali l'adozione di un monumento da parte delle scuole e, più in generale, una mobilitazione civica e politica dei cittadini per il rinnovamento della città. Un processo che pur essendo per ora incompleto ha comunque prodotto importanti risultati nella vita culturale, ridando slancio alla cultura popolare e promuevendo le avanguardie.
A proposito di estremi, un'artista di Colonia, Clementine Klein ha creato una litografia, „Pianeta", che rappresenta il globo terrestre contrassegnato, ai suoi estremi, rispettivamente dal fuoco e dal ghiaccio, circondati da una flora morta.

Un simbolo, un monito per il lavoro di un gruppo, di un'istituzione, ma anche di ogni singolo cittadino per la propria città. Ci complimentiamo con Napoli99 per gli obiettivi che è riuscita a realizzare e facciamo i nostri più fervidi auguri, unitamente alla sua presidente, sig.ra Barracco, affinchè le sue attività contribuiscano in futuro a far rifiorire Napoli, una delle più belle metropoli d'Europa, per il bene dei suoi abitanti ma anche degli innumerevoli visitatori stranieri che vengono ad ammirarla.

SCHEDA DI PRESENTAZIONE DELL'ASS. NE KULTURFORUM EUROPA (sintesi) Premessa:

l'attività dell'associazione nasce da una convinzione radicata:
che la Cultura non è qualcosa di naturale, ma una conquista che va strappata alla Natura. Sono minacciati gli aspetti - spirituali, sociali e culturali - che hanno portato all'idea di Europa, quando si affermano gli egoismi nazionali, magari sotto il mantello protettivo dell'autonomia regionale, a scapito degli interessi globali della comunità. L'Europa è invece preziosa nella sua molteplicità sociale e culturale di ogni singolo stato membro.

 

BarraccoCerimonia di consegna del Kulturpreis Europa 2000

Il KulturForum Europa è stato fondato nel 1992 su iniziativa dell'allora ministro degli Esteri Hans-Dietrich Genscher. Precipua finalità dell'associazione è la promozione dell'intesa tra gli stati e la tolleranza reciproca tra i popoli che si esprime, sul piano interno, nella lotta a qualsiasi forma di xenofobia e razzismo e, su quello internazionale, nella promozione dell'iniziativa "artisti francesi e tedeschi per la tolleranza" e nel sostegno ai profughi in collaborazione con produzioni televisive. Il premio KulturPreis Europa viene assegnato a personalità che si distinguano nell'eleborazione e realizzazione dell'idea di Europa, promuevendo la coesistenza pacifica tra i popoli e ravvisando nelle diversità non un ostacolo foriero di angosce ma una potenzialità da sviluppare nella costruzione di un'Europa unita ma composita. Nel 1996 il presidente del Parlamento Europeo, dr. Klaus Hänsch, ha scritto a proposito della nostra associazione: „I compiti del KulturForum Europa sono di straordinaria importanza. La promozione dell'arte e della comunicazione tra le persone e le culture sono indispensabili ai fini dell'affermazione delle varie anime dell'identità europea per un unico progetto, quello dell'unità europea ..."

Il premio assegnatomi da un’importante associazione culturale tedesca per il lavoro svolto in questi anni nella e per la città, ma soprattutto per i risultati che ne vengono sottolineati, è un'occasione per avviare una riflessione sulla città. E’ evidente che i tempi dell’eco degli eventi, con la velocità odierna dei mezzi di informazione, non sono quelli della realtà. E così il premio - che mi onora - mi raggiunge, ci raggiunge, quando la realtà si è modificata rispetto a quell’esplosione di speranze e mobilitazione di coscienze ed energie su cui, tutti, avevamo contato e che, tutti, aveva stupito. Ma la speranza - si sa - ha il fiato corto e la città, questa città, non poteva metabolizzare un processo di trasformazione così veloce, basato su valori simbolici e quindi immateriali, senza l’appoggio di risultati concreti e fortemente visibili. Un lavoro „civile" di formazione del cittadino e di una diversa sensibilizzazione alla cultura urbana ha tempi lunghi, faticosi e spesso invisibili, mentre i tempi convulsi della politica hanno esigenze di rapidità e di risultati da spendere con velocità. Il sindaco, in quegli anni speciali, ha lavorato su due filoni:
da un lato conservare la speranza e sollecitare le aspettative, dall’altro costruire i piloni che questa speranza dovevano sostenere.

 

Intervengono

Dieter Topp
Presidente Kulturforum Europa e V.

Jurgen Bubendey
Console Generale Repubblica Federale di Germania

Reinhard Dinkelmeyer
Direttore del Goethe Institut

Mirella Stampa Barracco
Presidente Fondazione Napoli Novantanove



E così, da Piazza del Plebiscito prima, al ripristino della legalità nella conduzione delle istituzioni pubbliche e nei comportamenti dei cittadini, alla nuova politica dei trasporti, ai progetti per le periferie, è cominciato il difficile e, questo sì più lento, percorso di „ricostruzione" non più di un „progetto comune di città" ma della città stessa.

Tutti sapevamo quanto fosse rischioso accettare questa sfida e quanto duro sarebbe stato il percorso, ma le occasioni che si erano presentate tutte insieme, come per una fortunata congiuntura astrale, obbligavano ad affrontarla.

Si è certo peccato di enfasi nell’esaltare quegli anni come anni del „rinascimento". Non si potevano ignorare le terribili asperità della via che ci era di fronte. E così oggi a molti appare come una sconfitta quella che è, invece, una pausa fisiologica nel lento e difficile processo di ricostruzione.

La grande emozione della riscoperta della propria identità storica da parte dei cittadini era solo il punto di partenza per avviare la ricostruzione del senso perduto di una comunità pronta a credere nelle sue risorse e ad impegnarsi per un progetto comune di città. Tutto questo, e quanto di buono è stato fatto, non deve andare disperso.
Io credo che quella che è stata una fiammata, sulla quale sono state versate le docce fredde delle difficoltà del percorso, non sia spenta del tutto. La brace continua, sotterranea, a bruciare e sta a tutti noi vegliare affinché non si spenga. Ma perché questo avvenga è necessario ripartire da un'analisi approfondita di quel momento unico nella storia della nostra città.
Unico ma non irripetibile, se saremo capaci di analizzare, con sincerità e serenità, le ragioni dell'ascesa e della caduta della speranza, entrambe vissute con troppa emotività. Considero questo premio un'iniezione di fiducia per tutti noi, tanto più perché viene da un paese che guarda al Sud d'Italia con un costante rapporto di odio/amore - e dunque ancora più apprezzato - e voglio dedicarlo a tutte le persone che in questi anni hanno lavorato con noi, con grande passione civica, a costruire tasselli del progetto di città.

5 ottobre 2000


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