Discorso tenuto da Dieter Topp
Presidente del KulturForum Europa

Testo del discorso: Segnato dalle mie esperienze nel rintracciare citazioni di Johann Wolfgang von Goethe, il celebre poeta tedesco che sembra quasi non aver mai tralasciato di scrivere su un qualsiasi tema o di elaborarlo letterariamente, mi sono ripromesso di non rivolgermi a Lei con una citazione goethiana. Nella presente occasione, infatti, si tratta del Sindaco, del Presidente Antonio Bassolino, delle cittadine e dei cittadini di una metropoli italiana, Napoli. "Qui tutto è mare, paradiso ed inferno, Elisio e Tartaro sono stati inventati qui", ha scritto nel 1787 … Johann Wolfgang von Goethe.
Immaginando di portare agli estremi tutti gli opposti si potrebbe avere la possibilità di definire questa metropoli del nostro continente. E nella contraddittorietà di tutti queste opposte polarità ritroviamo Napoli, la cittá che già da molto tempo sembrava essere stata bandita e cancellata dalla cartina geografica delle città europee in grado di svilupparsi. Bazon Brock sostiene come sia a prima vista assurdo ora e in futuro voler prendere le difese del topos culturale „città" contro il topos civilizzatorio, già affermatosi da lungo tempo, "metropoli" e tentare di rianimare con nuove messe in scena della città il deserto della metropoli mondiale. È assurdo anche ad una "seconda vista"? No, sicuramente, - dice Brock – se si vuole ancora osare rivolgere lo sguardo al mondo, anzichè seguire la processione di ciechi, la cui prevedibile caduta aveva, già ai tempi di Bruegel, perso tutta la sua tragicità. Cerchiamo, signore e signori, di essere lungimiranti nel porre il concetto di metropoli, a partire dal film di Fritz Lang ormai di segno negativo, in relazione a Napoli:
La cultura non è un fatto naturale. Si tratta di una conquista che deve essere strappata alla natura, poiché quest’ultima, grazie ai mezzi della funzionalità tecnica, ha raggiunto una forza di penetrazione totale.

La considerazione dei possibili aspetti positivi (di natura spirituale, culturale e sociale) che ha condotto all’idea di "Europa" viene a trovarsi in pericolo quando egoismi nazionali – spesso e volentieri mascherati sotto forma di regionalizzazione ed autonomia – quando, dunque, questi egoismi nazionali ignorano la comunità in quanto collettività. L’ Europa può progredire ed è un bene prezioso nella totalità dell’eredità culturale e sociale di ogni singolo stato, che bisogna mettere a frutto, integrare e utilizzare.

KFE Präsident
 
 

Dalle coste del sud rivolgiamo dunque lo sguardo al Mediterraneo e scopriamo Napoli, una metropoli di due milioni di abitanti e cinque milioni di pendolari, una "metropolis", che si sviluppa nella parte meridionale del Mediterraneo. Con Napoli scopriamo: il problema costante di una quasi insanabile arretratezza economica, di una perdurante mancanza di posti di lavoro, di una prolungata cattiva amministrazione, di una gestione corrotta e fatali errori politici, elevata criminalità, infrastrutture mancanti o in condizioni pietose, infiniti reati ambientali, speculazione edilizia e, come ha scritto Rudolf Velten, un traffico che soffoca la città.

"Amministrare queste mostruosità è quasi impossibile, esse muoiono a causa della loro stessa crescita, e tuttavia sono gli unici rifugi per chi nella campagna non vede più alcuna possibilità." (cfr. "Spiegel" 20/2000) Come si assomigliano i problemi! Come il Nordafrica è rimasto indietro rispetto alle nazioni industrializzate, così anche il Mezzogiorno rispetto alle sempre più sviluppate regioni del Norditalia. Per esempio: quello che lo "Spiegel" profetizzava degli agglomerati urbani del Nordafrica, era a Napoli fino al 1993 sotto gli occhi di tutti. A causa del suo enorme indebitamento la città era in balia del poker della politica -come già detto- e perciò era divenuta, primo comune in Italia, ingovernabile. La storia di Antonio Bassolino, la sua vittoria sulla nipote del duce Alessandra Mussolini, il suo "pragmatismo di sinistra", tutto questo è stato descritto e discusso a sufficienza ed è sotto gli occhi di tutti. Velten scrive in un articolo che a partire dalla comparsa di Bassolino sulla scena politica di Napoli niente è più come era prima. Persino i migliori esperti di cose napoletane se ne stupiscono e non sanno spiegarselo. Si sussurra di "fortuna" e "miracolo". Nel giro di due anni la città è così cambiata come non era successo nei decenni precedenti. I suoi abitanti sono cambiati, in preda ad una sorta di euforia. Ed è come se anche i più ostinati avversari di Bassolino avessero cambiato idea: "Anche in Italia ci si ferma davanti ad un semaforo rosso!" Il "ripristino dello spazio urbano" era uno degli slogans culturali di Antonio Bassolino.


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